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Angelo Conforti

Le collezioni

Non gli resta mai molto tempo per le sue collezioni. Il frastuono della vita quotidiana ed il rapido quanto monotono trascorrere dei giorni lo assorbono eccessivamente. E a casa, una moglie opprimente lo affligge con una gran quantità di esigenze pratiche. Eppure, nonostante le poche opportunità che gli restano per dedicarsi alle sue collezioni, una parte della sua mente, ovunque sia, qualunque cosa stia facendo, è impegnata altrove. Aspetta la pensione. Conta i giorni ed i pochissimi anni che ancora gli tocca di sacrificare al lavoro. Potrà, allora, rinchiudersi nel proprio studio per buona parte della giornata a riordinare e catalogare i suoi documenti. Come ora può fare solo nel cuore della notte, quando non lo raggiunge la voce petulante della moglie, con le sue assurde richieste, di scendere a innaffiare il giardino o a lavare l’auto. Lei non è in grado di comprendere, tutta presa dalle banali occupazioni dell’umanità comune, l’enorme importanza di ciò che si compie in quella stanza semibuia, tra le scartoffie polverose.

Ciò dipende sicuramente dalla natura particolare delle sue collezioni. Chi le vedesse (sono infatti rigorosamente segrete e gelosamente custodite) resterebbe a dir poco sconcertato. Quella di gran lunga più ampia e completa è una raccolta di biglietti. Biglietti di ogni genere: del cinema, del teatro, di musei e concerti, del tram e del metrò, del treno, di autobus e traghetti. Poi ci sono le scatole, di scarpe, medicinali, pellicole fotografiche. E le etichette, di abiti e di biancheria. Conservate in appositi quadernoni, incollate e disposte secondo l’ordine cronologico di acquisto del capo corrispondente.

Uno studioso degli aspetti più comuni e quotidiani della civiltà vi troverebbe motivi di grande interesse. Ma non è certo questa la preoccupazione che lo spinge a conservare e catalogare diligentemente i suoi reperti. Peraltro, che interesse possono avere tutti quei biglietti del cinema, di diversi colori ma, per il resto, implacabilmente uguali? anche per un eventuale museo futuro della civiltà del XX secolo ne basterebbero solo alcuni. Invece li conserva tutti: i biglietti di tutti i film che è andato a vedere, di tutti i viaggi in treno, in tram, in metrò. E in alcuni gonfi faldoni sono contenuti innumerevoli documenti, disposti in perfetta successione cronologica. Non solo le bollette, le buste paga o gli estratti conto bancari (che una persona scrupolosa conserva per precauzione), ma anche gli scontrini di tutti i pagamenti, compresi quelli della spesa nei supermercati.

A tarda notte, quando il silenzio inghiotte il quartiere ed anche gli ultimi televisori si spengono, si rinchiude nel suo inaccessibile rifugio, per accingersi alla grande impresa della sua vita. Pur essendosi da tempo rassegnato alla mediocrità di chi è privo di particolari talenti, vuole comunque raggiungere una qualche forma di immortalità, conservando ordinatamente tutte le tracce, apparentemente insignificanti, della propria vita. È le sue collezioni.

(prima versione 1977)

pubblicato da Letture, aprile 1999, pag. 72

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