Lampi

«[...] gli italiani hanno [...] animo di schiavi» (Piero Gobetti. La rivoluzione liberale, 1924)

«I rapporti borghesi di produzione e di scambio, i rapporti borghesi di proprietà, la società borghese moderna che ha creato per incanto mezzi di produzione e di scambio così potenti, rassomiglia al mago che non riesce più a dominare le potenze degli inferi da lui evocate» (Karl Marx e Friedrich Engels, Manifesto del partito comunista, 1848).

«C'è chi aspetta sempre il mondo perfetto e, intanto, di questo mondo non gli va bene nulla; c'è anche chi crede che il mondo perfetto sia soltanto quello che sta creando lui e guai a criticarlo; io spero di riuscire a non far mai parte di nessuna delle due categorie» (Anonimo del VII secolo a.C.).

«Ciascuno, che si sia svegliato dai primi sogni di giovinezza, e abbia osservato la propria e l’altrui esperienza, e guardato intorno nella vita, nella storia del passato e del tempo suo, come infine nelle opere dei grandi poeti, troverà per risultanza, quando un pregiudizio incancellabilmente impresso non paralizzi il suo giudizio, che quest’umano mondo è il regno del caso e dell’errore, i quali senza pietà vi imperano, nelle grandi come nelle piccole cose; e accanto a quelli agitano inoltre follia e malvagità la sferza. Di là deriva, che ogni cosa buona si faccia strada solo a fatica, e alcunché di nobile e di saggio ben raramente venga alla luce, raggiungendo efficacia o attenzione; mentre l’assurdo e lo stolto nel dominio del pensiero, il triviale e lo scipito nel dominio dell’arte, il malvagio e l’insidioso nel dominio delle azioni, soli tengono il campo appena turbati da brevi interruzioni. E viceversa l’eccellenza in ogni genere è sempre un’eccezione, un caso tra milioni; sì che, quando s’è manifestata in un’opera durevole, questa, dopo esser sopravvissuta al rancore dei suo contemporanei, rimane isolata, e la si conserva come un aerolito, caduto da un ordine di cose diverso da quello che qui regna» (Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, vol. II, pp. 426-29, libro IV, § 59).

«Ogni sentiero, in quanto cammino della ricerca umana, è a un tempo via e sviamento, avanzamento e smarrimento» (Pietro Chiodi, Prefazione a Sentieri interrotti di Martin Heidegger)

«La nozione di libertà non è più attuale. Ora come ora siamo più "pensati" di quello che noi pensiamo e siamo più "agiti" di quello che agiamo: questa constatazione definisce la mia concezione di quello che chiamo tribalismo: porre l’attenzione sull’esistenza di una dimensione di confusione, di contaminazione» (Michel Maffesoli)
 

"Nel momento in cui, finalmente, decidiamo di impegnarci davvero, si mette in moto anche la Provvidenza. Ogni sorta di eventi interviene in nostro favore, situazioni che altrimenti non si sarebbero mai verificate, coincidenze inaspettate, incontri e aiuti materiali che non ci saremmo mai sognati di poter trovare" (Johann Wolfgang Von Goethe).

"[...] come è tanto palese da risultare autoevidente, la Tv plasma massicciamente stili di vita e modalità di interpretare il mondo [...]" (Massimiliano Panarari, L'egemonia sottoculturale, 2010).

"Camminavamo senza cercarci pur sapendo che camminavamo per incontrarci" (Julio Cortázar).

"Nel momento in cui, finalmente, decidiamo di impegnarci davvero, si mette in moto anche la Provvidenza. Ogni sorta di eventi interviene in nostro favore, situazioni che altrimenti non si sarebbero mai verificate, coincidenze inaspettate, incontri e aiuti materiali che non ci saremmo mai sognati di poter trovare" (Johann Wolfgang Von Goethe).

"Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave sanza nocchiere in gran tempesta, / non donna di province, ma bordello!" (Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, VI, 76-78)

"Riuscire a realizzare il dispotismo grazie al suffragio universale! Il miserabile [Napoleone III] ha compiuto un colpo di stato autoritario appellandosi al popolo bue!
Sta avvertendoci come sarà la democrazia di domani" (Umberto Eco, Il cimitero di Praga, 2010)

Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l’anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.

(John Keats)

 

Ricordo il magico istante:
Davanti m’eri apparsa tu,
Come fuggevole visione,
Genio di limpida beltà.
Nei disperati miei tormenti,
Nel chiasso delle vanità,
Tenera udivo la tua voce,
Sognavo i cari lineamenti.
Anni trascorsero. Bufere
Gli antichi sogni poi travolsero,
Scordai la tenera tua voce,
I tuoi sublimi lineamenti.
E in silenzio passavo i giorni
Recluso nel vuoto grigiore,
Senza più fede e ispirazione,
Senza lacrime,
Né vita e amore.
Tornata è l’anima al risveglio:
E ancora mi sei apparsa tu,
Come fuggevole visione,
Genio di limpida beltà.
E nell’ebbrezza batte il cuore
E tutto in me risorge già -
E la fede e l’ispirazione
E la vita e lacrime e amore.

(Aleksandr Sergeevic Puškin)

"Non è verace il discorso che ad un innamorato si debba preferire chi non ama, con il pretesto che il primo delira e l’altro invece è sano e saggio. Ciò sarebbe detto bene se il delirio fosse invariabilmente un male; ora invece i più grandi doni ci provengono proprio da quello stato di delirio, datoci per dono divino. Perché appunto la profetessa di Delfi, le sacerdotesse di Dodona, proprio in quello stato di esaltazione, hanno ottenuto per la Grecia tanti benefici, sia agli individui che alle comunità; ma quando erano in sé fecero poco o nulla. […] la testimonianza degli antichi considera superiore lo stato di delirio che viene da un dio che il senno ch’è proprio degli uomini" (Platone, Fedro).

"Omnia vincit amor et nos cedamus amori" (Virgilio, Bucoliche, X, 69) [L'amore è la forza più grande che esista, impossibile sopprimerla]

"Etsi omnes, ego non" (motto della Resistenza antinazista tedesca)

"Abbiamo tutti crisi di identità, perché un’identità singola è un’illusione della mente monoteistica che, ad ogni costo, vorrebbe sconfiggere Dioniso" (James Hillman). 

"Se ti sei innamorato una volta, sai ormai distinguere la vita dalla sopravvivenza, perché, quando l'amata è accanto a te la vita ti inonda con la forza dell'eros, che è la sola pregustazione del Regno, il solo reale superamento della morte" (Christos Yannaras, teologo cristiano ortodosso). 

"Se può apparire strano parlare della poesia, della religione e della profezia come di una follia, nel caso dell'amore non dovrebbe esserci alcun problema. Chiunque ha amato, sa che si tratta di una follia, di una pazzia il cui significato è sfuggente, i cui scopi e i cui esiti sono enigmatici, le cui regole disorientanti, la cui attrazione travolgente" (Thomas Moore, Pianeti interiori, Bergamo, Moretti & Vitali, 2008).

"Nel mio mestiere [di pubblicitario] nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice non consuma" (Frédéric Beigbeder, Euro 13,89, Milano, Feltrinelli).

"Solo la cultura e i libri (...) possono renderci consapevoli della nostra sostanza umana, dandoci, attraverso la memoria, il senso di noi nello scorrere del tempo e nel confronto con il passato" (sintesi di Eugenio Garin, da una lettera del Cardinale Basilio Bessarione, filosofo e umanista bizantino, 31 maggio 1468).

"L'amore [...]  è un prendere e dare reciproco […] Colui che prende non si trova con ciò più ricco dell’altro: si arricchisce, certo, ma altrettanto fa l’altro; parimenti quello che dà non diviene più povero: nel dare all’altro egli ha anzi altrettanto accresciuto i suoi propri tesori. Giulietta dice nel Romeo e Giulietta: “Più ti do, tanto più io ho” […]. L’amore acquista questa ricchezza di vita nello scambiare tutti i pensieri, tutte le molteplicità dell’anima, poiché cerca infinite differenze e trova infinite unificazioni, si indirizza all’intera molteplicità della natura per bere amore da ognuna delle sue vite. Quel che c’è di più proprio si unifica nel contatto e nelle carezze degli amanti, fino a perdere la coscienza, fino al toglimento di ogni differenza: quel che è mortale ha deposto il carattere della separabilità, ed è spuntato un germe dell’immortalità" (Hegel, "Frammento sull'amore", Scritti teologici giovanili, 1793-94).

"Chi non spera in ciò che sembra impossibile, proprio non sperandolo lo renderà irrealizzabile" (Eraclito, Frammenti, VI secolo a. C.)

"Tu sai che il meglio che ti può capitare è di evitare il peggio" (Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore)

 "Non esiste alcuna verità" (George Simenon, L'uomo che guardava passare i treni)

 "Quelli che ... ti spiegano le tue idee senza fartele capire .. oh! yeahhh" (Enzo Jannacci, Quelli che...)

 " ... l'esiguità dello stipendio di un professore è lo specchio della disistima di un Paese verso se stesso e il proprio futuro" (Luca Doninelli, Il professore)

" L'insegnamento non dovrebbe essere paragonato al riempimento di una bottiglia con dell'acqua, ma piuttosto all'aiuto che si dà a un fiore per crescere nel modo che gli è proprio. Come ogni buon insegnante sa, i metodi dell'istruzione e la quantità di programma svolto sono questioni di poca importanza in confronto con il successo nel far sbocciare la curiosità naturale degli studenti e nello stimolare il loro interesse a compiere ricerche in modo autonomo. Ciò che gli studenti imparano da soli quando la curiosità naturale e i loro impulsi creativi sono sorti non solo sarà ricordato, ma sarà la base per ulteriori ricerche e, forse, significativi contributi intellettuali" (Noam Chomsky)

 "... le rivendicazioni di autonomia, di libero sviluppo, di  laisser aller vengono avanzate col maggior calore proprio da coloro secondo i quali nessuna briglia sarebbe troppo stretta ..." (Friedrich Wilhelm Nietzsche, Crepuscolo degli idoli)

 "... ho fiducia nelle persone, ma non ho fiducia nella maggioranza delle persone; mi sa che io, comunque ..., mi troverò sempre d'accordo con una minoranza ..." (Nanni Moretti, Caro diario)

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"Art. 33. L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato"
(
Costituzione della Repubblica Italiana, 1946)


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