Scuola Democratica

Le news


Un modello a cui guardare, non un sogno!

Sosteniamo da tempo che l'unico investimento di medio-lungo termine in grado di riportare il nostro Paese ad un grado di sviluppo civile (che significa anche economico, se si intende l'economia come uno strumento utilizzato dalle persone, non un fine cui sottomettere gli esseri umani) consiste esclusivamente nell'incentivazione dell'intelligenza, del pensiero critico e della creatività (cfr. "Investire sull'intelligenza" e "Un appello per il dopo 9 aprile").
Nell'articolo seguente è illustrato molto chiaramente un modello concreto cui è chiamata ad ispirarsi con grande urgenza la nuova classe dirigente italiana.

 

La scuola modello? Quella finlandese!  

Ecco nel dettaglio come funziona uno dei sistemi scolastici più efficienti del mondo  

di Teresa Celestino


Forse vi state chiedendo se esiste un paese in cui i risultati scolastici sono alti pur senza una scuola simile a un carcere duro. La risposta è si, e questo paese è la Finlandia. Date un'occhiata qui ed avrete la conferma:

In Finlandia la nozione di insuccesso scolastico quasi non esiste. La percentuale di giovani in uscita dal sistema formativo senza alcun diploma si ferma allo 0,3%, contro il pesante 20% che, ad esempio, deve subire proprio il Canada. L'attenzione verso gli studenti in difficoltà è massima, in tutte le scuole operano gruppi di docenti senza un orario d'insegnamento prestabilito, che hanno come unico compito quello di prendere in carico dopo le ore di lezione gli allievi che mostrano difficoltà di apprendimento. I professori, dal canto loro, possono contare su aiuti e supporti di vario genere, come quello di poter conferire tre volte a settimana con gli psicologi della scuola per chiedere dritte e consigli su come relazionarsi con i ragazzi più problematici. Tutto il materiale scolastico, dalla gomma al libro di testo, è consegnato gratuitamente agli alunni, dalla prima classe delle elementari all'ultima del liceo. La scuola privata, di fatto, non esiste. Su circa quattromila istituti scolastici, soltanto una sessantina sono privati, ma sono finanziati al 100% dallo stato e obbligati a seguire gli stessi programmi delle scuole pubbliche. Vengono denominati «privati» perché hanno il diritto di scegliere i propri alunni sulla base delle proprie convinzioni religiose o della comunità linguistica di appartenenza (essenzialmente scuole musulmane, ebraiche o francofone). Tra le scuole pubbliche, inoltre, è bandita ogni forma di concorrenza, in quanto i risultati ottenuti dagli allievi non sono pubblicizzati. Infine - ma a questo punto la notizia apparirà normale - in Finlandia la professione docente gode di grande prestigio sociale e sono numerosissimi i giovani laureati che decidono di dedicarsi all'insegnamento. L'ultimo sciopero della categoria risale all'inizio degli anni Novanta.

Sicuramente il basso numero di abitanti della Finlandia facilita molto l'organizzazione strutturale di questa nazione, e sarebbe assurdo pensare di trapiantare integralmente questo modello in Italia (dove è studiato da ogni esperto del settore scolastico che si rispetti). Ma è anche vero che tale efficiente sistema di istruzione esiste proprio perché la Finlandia è consapevole di essere un paese piccolo e povero di risorse, per questo ha deciso di puntare su quelle umane.

Il sistema scolastico finlandese è una inequivocabile espressione di civiltà, a cominciare dall'attenzione verso gli alunni in difficoltà e dal divieto di divulgare i risultati scolastici (e mi viene da pensare a tutte le polemiche sollevate in quest'ultimo periodo dal morattiano portfolio delle competenze). Tengo a sottolineare che l'attenzione agli studenti "deboli" non significa omologazione, ma integrazione. In Finlandia il sistema su cui si basa l'istruzione non è omologante; semplicemente, la scuola è considerata un diritto di tutti, non si basa sulla selezione dei forti e sull'eliminazione dei deboli come avviene in Corea.

Come vedete, pur senza stimolare la concorrenza tra scuole - come se queste fossero imprese in balia del libero mercato - questo paese vanta studenti preparati, un tasso di alfabetizzazione tra i più alti al mondo e una dispersione scolastica quasi inesistente. Non a caso la Lisbon Review del 2004 ha valutato la Finlandia come il paese più economicamente competitivo d'Europa, soprattutto nel biotech, come potete leggere su MolecularLab. Altro dato: la Finlandia ha la proporzione più alta tra forza lavoro e ricercatori, impiegati sia nel settore pubblico che in quello privato. Il governo finlandese sa che l'investimento nella scuola, alla lunga, paga. I nostri politici non l'hanno ancora capito.

tratto da: http://ascuoladibugie.blogosfere.it


Pagina Facebook