Scuola Democratica

I documenti


Professionalità docente e paradossi della contrattazione nazionale

Il documento che segue contiene una proposta di valorizzazione della professione docente che nasce:

Premettiamo che tutti noi, primi firmatari di questo documento,

Premettiamo inoltre che:

Il rifiuto dei contenuti normativi ed economici del CCNL trova la sua ragione precipua nell'inaccettabile principio che lo ispira, introducendo logiche di competitività al fine di ottenere un miglioramento della qualità del sistema.

In realtà, il vero fine da perseguire con la contrattazione del comparto scuola dovrebbe consistere nel riconoscimento giuridico ed economico di una qualità che già caratterizza il sistema formativo pubblico e che si è enormemente sviluppata negli ultimi vent'anni ad opera soprattutto dell'impegno, dell'entusiasmo, delle competenze professionali e della creatività innovatrice dei docenti. L'introduzione di meccanismi selettivi e discriminatori, che risulterebbero di fatto de-meritocratici, finirebbe per distruggere quanto si è faticosamente creato a prezzo di energie e denaro, spesi non dalla collettività, ma dai professionisti della scuola in prima persona.

1. LA PROFESSIONE DOCENTE

Ci rifacciamo innanzitutto a quello che già andiamo sostenendo da anni in tutte le assemblee sindacali a cui abbiamo partecipato fin dal 1986.

2. LA VALORIZZAZIONE DELLA PROFESSIONE DOCENTE

Riteniamo che un'autentica valorizzazione della professione docente passi attraverso un doppio livello di intervento:

2.1. Riconoscimento giuridico

Innanzitutto attraverso il riconoscimento giuridico e la formalizzazione contrattuale di tale professione (completamente assente dal CCNL vigente). Ciò significa (come già abbiamo sostenuto nel nostro primo documento) inanzitutto pervenire ad un'adeguata quantificazione giuridicamente e contrattualmente definita della funzione e delle modalità organizzative in cui si esplica. Proponiamo:

Occorre precisare con molta chiarezza che:

Proponiamo inoltre l'istituzione di un orario a tempo parziale che si configuri sulla base della specificità della professione e potrebbe essere organizzato in questo modo:

Naturalmente, tale orario di servizio dovrebbe essere reso obbligatorio per chi svolge la libera professione per rispondere alla duplice esigenza di non privarsi, da un lato, del prezioso apporto di tali professionisti e di non creare, d'altro canto, una sottocategoria di docenti impegnati a mezzo servizio che per evidenti motivi non possono dedicare il loro tempo a tutte le attività connesse e funzionali all'insegnamento (e altrettanto irrinunciabili) di una cattedra a tempo pieno.

2.2. Maggiorazione retributiva

In secondo luogo, occorre procedere ad una maggiorazione retributiva generalizzata per tutti i docenti con contratto a tempo indeterminato che abbiano superato il periodo di prova e scelgano l'orario di servizio a tempo pieno:

2.3. Le risorse finanziarie

Il reperimento delle risorse finanziarie non è certo nostro compito. Vogliamo comunque fornire un contributo, precisando innanzitutto che le risorse disponibili non sono certo vincolate a rigide compatibilità di bilancio. Il problema non è finanziario, ma politico. Si tratta di investire realmente nel sistema formativo, non di far finta di investire utilizzando una cifra modesta (in rapporto a quel che alla scuola in 50 anni di Repubblica è stato sottratto).

Alcune risorse finanziarie possono essere recuperate nel modo seguente:

3. LA CARRIERA

Molti, non addetti e purtroppo anche addetti ai lavori, confondono valorizzazione della professione con progressione professionale e di carriera. Noi crediamo che dal punto di vista contrattuale le due cose debbano essere tenute rigorosamente distinte. Proponiamo pertanto quanto segue.

Fidenza, dicembre 1999 - febbraio 2000

Scuola democratica


Pagina Facebook